Colla

” Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l’uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere”

Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864

  ” La malinconia non è altro che un ricordo inconsapevole. ”

Gustave Flaubert, Pensieri, 1915

” Il ricordo è l’unico paradiso dal quale non possiamo essere cacciati. ”

Jean Paul

  ” Il ricordo è un modo d’incontrarsi. ”

Kahlil Gibran

  ” Le donne ricordano solo gli uomini che le hanno fatte ridere. Gli uomini le donne che li hanno fatti piangere.”

Henri de Régnier

  ” La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.”

Cicerone

 Questa sarà la colonna sonora: http://www.youtube.com/watch?v=9FrPa_3G3dE Arrivano di giorno mentre sono ad un semaforo, quando attraverso la strada, se guido e se dormo arrivano sotto forma di sogni. Non mancano mai appena apro gli occhi. Arrivano senza un motivo e senza un perché. Non so cosa li stimola e cosa li richiama, perché scelgono me? Non so cosa riesca ad innescarli e se bisogna essere in due per provarli più intensamente. Chi li convince ad alzarsi dal letto, a vestirsi e a venire da me? Chi gliela fa fare? Perché hanno avuto questo ruolo? Chi li ha creati? Il problema è che mi tormentano, mi inseguono, mi corrono dietro senza che io gli abbia fatto nulla di male. A volte cerco di nascondermi se non li sopporto, ma mi trovano sempre. Dovunque, da quando sono nato, senza possibilità di fuga o riparo. Ogni giorno uno nuovo si somma agli altri, a quelli lì che conosco bene e che sono sistemati nella cantina del mio cuore. Non mi lasciano mai in pace. Non so chi li prende per mano, chi li prende e li mette vicino a me come se fossero un pacco. Chi gli dice dove sono, cosa faccio, chi li informa sulla mia vita, chi li sceglie e con quale ordine e criterio? Perché con quella successione, con quella precisione estrema, perché ritornano sempre a bussare alle porte della mia memoria? Non so perché li trovo seduti sempre e solo di fianco a me e non mi abbandonano mai. Quando sono sdraiato su un prato, corrono come su una pellicola prioettata nel blu del cielo. Saltellano sulle bianche nuvole. Poi mi guardano sfacciatamente negli occhi, fino a farmi imbarazzare. Passeggiano nella mia mente, si fermano sul mio cuore, mi accarezzano. Mi stanno vicino, tanto che io ne sento il respiro. Si poggiano su un’altalena che oscilla nella mia testa, dondolano avanti e indientro e non si fermano mai. Provo a respingerli a volte se mi danno fastidio, senza riuscirci mai e, puntualmente, ciclicamente, incessantemente, ritornano ad abitare in me. Io sono per loro come le sirene di Ulisse. E, da quanto mi dicono, ognuno è una sirena, a modo suo, per i propri. Sapete di cosa parlo vero? Non mi resistono e io non resisto a loro. A prescindere dalla mia volontà. Fanno quello che vogliono. Io so solo che si attaccano al mio cuore e si affacciano dai miei occhi come se fossero un balcone. Si attaccano a me e non vanno via come fossero fatti di COLLA. Una COLLA che mi tormenta, che come in una palude mi trascina giù, mi toglie il respiro. Non tutti ovviamente, certi danno tenerezza, dolcezza, passione. Altri malinconia, dolore, nostalgia, rimpianti. I più belli riportano a galla sorrisi. Riportano in vita persone che sono partite senza dirmi dove andavano e perché. Non riesco a staccarmi da loro mai, non riesco a separarmene, a convincerli ad andare via quando ne ho voglia. I profumi, le persone, le canzoni, i luoghi, i sapori, la luce dei loro sguardi, le carezze di affetto o i baci d’amore che mi hanno dato. Le donne che ho amato, i loro sorrisi che mi hanno illuminato, le giornate d’amore che ho vissuto insieme a loro e le notti in cui abbiamo camminato insieme, le parole che ci siamo detti, le promesse che ci siamo fatti, le cose che abbiamo bevuto e assaporato insieme e che ci hanno stregato le parole come un liquore. Le notti in cui abbiamo dormito insieme abbracciati, ogni volta che ho stretto le loro mani e le ho abbracciate nella notte. Perché appaiono e scompaiono in me come se fossero una marea di COLLA? Perché non si prosciugano. Dove ha origine questo oceano di ricordi fatti di COLLA? Qualsiasi cosa li convinca e alimenti so solo che alla fine devo dirgli grazie. Che senso avrebbe la vita senza di loro? Che saremmo noi senza un ricordo di una donna amata? Di un amore vissuto? Di una persona che non è più viva? Che saremmo senza il ricordo di questa corsa senza senso che chiamiamo vita? Senza qualcosa che spesso ci condanna ma a volte ci consola di aver vissuto e di aver provato l’esistenza, del paradiso e dell’inferno? Di aver cavalcato queste montagne russe di emozioni, dalla più alta alla più bassa. Vi aspetto anche stasera. Sempre qui da me. In fondo adoro questa COLLA che mi tiene attaccato alla vita, o meglio ho imparato ad amarla.

M. Chagall

V. Kush

J. Vermeer

M. Chagall

V. Kush
di
Francesco Mollo