Chiunque abbia mai usato un sistema ubuntu per trasferire files su un supporto usb ha sicuramente notato che appena inserito il supporto viene immediatamente montato e aperto sotto forma di cartella. Spesso però quando tale supporto è utilizzato di frequente conviene decidere il nome e il punto di mount soprattutto se come me usate la shell per lavorare sui files. Lo scopo di questa guida è di spiegare come interagire con fstab per fare in modo che il vostro supporto usb sia montato automaticamente nella cartella da voi preferita
Andiamo su
applicazioni->accessori->terminale
E prendiamo possesso della macchina con
$ sudo su
A questo punto inseriamo il supporto e dopo il mount automatico eseguiamo
# mount
mount mostrerà il supporto appena montato nell’ultima posizione della lista possiamo leggere con che device è stato identificato il nostro supporto, tipicamente se usate un pc con un disco singolo il sistema vedrà il supporto come /dev/sdb .
Una volta identificato il device, da qui in poi sdX, possiamo ottenere gli id unici meglio noti come UUID delle singole partizioni all’interno del supporto con il comando
blkid /dev/sdXy
con y numero della partizione che ci interessa montare.
Il sistema risponderà con qualcosa di simile
/dev/sdXy: LABEL="ETICHETTA" UUID="1234567890ABCDEF" TYPE="filesystem"
Andiamo ad analizzare le informazioni ottenute
- /dev/sdXy: è il device identificato dal sistema
- LABEL: è l’etichetta della partizione
- UUID: è l’identificativo univoco della partizione
- TYPE: è il tipo di filesystem (fat.ntfs,jfs,ext4…)
Ora che sappiamo con cosa abbiamo a che fare, possiamo passare al lavoro più serio. Se si dispone già di una cartella vuota su cui montare il vostro device bene altrimenti
# mkdir percorso_assoluto_scelto_per_il_mount
una volta creata la cartella andiamo a fare una copia del nostro fstab originale (i pisani dicono sempre “è meglio avè paura che toccarne”)
# cp /etc/fstab /etc/fstab.bkup
Prima di editare fstab devo fare alcune raccomandazioni, editare fstab può essere pericoloso quindi raccomando caldamente di NON MODIFICARE le righe già presenti nell’ fstab, ora possiamo editare fstab
# nano /etc/fstab
fstab si presenta più o meno in questa maniera
# /etc/fstab: static file system information. # # <file system> <mount point> <type> <options> <dump> <pass> proc /proc proc nodev,noexec,nosuid 0 0 #Entry for /dev/sdXy : UUID=01234567-890a-bcde-f012-3456789abcde / jfs errors=remount-ro 0 1 #Entry for /dev/sdXz : UUID=12345678-90ab-cdef-0123-456789abcdef none swap sw 0 0
In effetti non è proprio così intuitivo e fra le altre cose PUO’ ESSERE RISCHIOSO quindi CI LIMITEREMO AD AGGIUNGERE UNA LINEA modificando fstab in questo modo
# /etc/fstab: static file system information. # # <file system> <mount point> <type> <options> <dump> <pass> proc /proc proc nodev,noexec,nosuid 0 0 #Entry for /dev/sdXy : UUID=01234567-890a-bcde-f012-3456789abcde / jfs errors=remount-ro 0 1 #Entry for /dev/sdXz : UUID=12345678-90ab-cdef-0123-456789abcdef none swap sw 0 2 UUID=1234567890ABCDEF" percorso_assoluto_scelto_per_il_mount mio_filesistem defaults 0 2
una volta modificato con i vostri parametri fstab possiamo effettivamente testare se funziona con
# mount -a
se avete eseguito tutto correttamente non dovrebbe restituire nessun messaggio e eseguendo
# ls percorso_assoluto_scelto_per_il_mount
dovreste visualizzare i file presenti sul device a questo punto potete lasciare il sistema al suo destino con ctrl+d
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